"Lei mi aveva trovata lì, ma io ero stata talmente tante ore da sola, nella disperazione, che vederla entrare è stato come un raggio di sole. Continuavamo a farci dei gesti di saluto con la mano, ma non sapevamo andare oltre. Alla fine abbiamo trovato il latino. [...]Pochissime frasi, sicuramente sgrammaticate, imbastite a fatica in quella specie di esperanto dei colti, che abbiamo continuato a ripetere infinite volte, perché dire la mia casa è lontana, la famiglia è bella, il mio cuore è triste, in quel contesto, nella nostra nudità - lì, sì, proprio rane, mentre continuavano a passare i soldati che si sganasciavano dalle risate - ci dava una grande gioia".
-- Liliana Segre, Come una rana d'inverno

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