mercoledì 1 maggio 2013
May Day
"[...]E il Bianchini interrogò subito il figliuolo sugli avvenimenti del giorno innanzi, scherzando, parato a una scrollata di spalle di lui, che viveva tutto nella letteratura, e d'ogni altro argomento non si curava. […]
— Credevo che il mondo fosse la bellezza, la scienza, la politica, e tutta la gente fortunata che s'occupa di queste cose: e non vedevo altro: ora vedo che il mondo è la moltitudine quasi relegata fuor del progresso, che alla società dà tutto e non ne riceve presso che nulla, che suda sopra la terra, e sotto la terra, e si logora nelle officine e copre delle sue ossa i campi di battaglia, senza cavarne altro frutto che di non morire di fame; che per miseria è costretta a vendere la carne e l'anima, l'onestà delle donne, il sangue dei fanciulli, e per miseria minaccia, ruba, si dispera, impazzisce, uccide, s'uccide, fa del mondo un inferno; mentre un piccolo numero, in disparte, canta degli inni alla patria e alla civiltà, e trova che è bella la vita. Ma io mi son persuaso che a tutto questo c'è rimedio, come altri milioni d'uomini se ne son persuasi. Questa convinzione m'è entrata nell'animo come un raggio di sole. Sarà un errore: il rimedio non sarà quello, saranno altri. Comunque sia, la prima cosa a farsi per guarire un male, per sopprimere un'ingiustizia, è quella di riconoscerla, è di proclamare il buon diritto di chi si lamenta. Non posso far altro; faccio questo; faccio eco alla voce degli oppressi, degli sfruttati, dei miserabili, — rifiuto la complicità del mio silenzio — all'oppressione — e protesto".
-- Edmondo De Amicis, Primo Maggio
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