martedì 14 maggio 2013

Bisogna solo smettere di avere paura

Leggendo questo articolo de La 27esima ora del Corriere della Sera, ho iniziato a scrivere nella mia mente una lunga lista di "perché".
La ragazza in questione è stata massacrata di botte dal fidanzato, padre del suo bambino, nonostante la madre l'avesse già più volte implorata di lasciarlo dopo i precedenti episodi di violenza.
Lui è un mostro, sì. Un uomo di ventisette anni mentalmente deviato. Deviato nel profondo e incapace di comunicare il proprio stato, se non con le botte. Non sapendo dare un nome alla sua rabbia, la mette in pratica.
Mi chiedo quale inferno ci sia nella sua testa. Quale mondo oscuro lo tenga intrappolato dentro se stesso.
Eppure Rosaria, a soli vent'anni, non è così diversa da lui.
Vittima e carnefice di se stessa.
Avvolta in un'oscurità dalla quale non è riuscita a uscire.
Intrappolata in un inferno dal quale non ha voluto uscire.
Lei, che in questo preciso momento è il nome e il bellissimo volto di tutte le donne che ogni giorno, in ogni parte del mondo, subiscono violenze atroci dagli uomini della loro vita, e tacciono rendendosi carnefici a loro volta.
Perché?
Rosaria quella sera tremenda è tornata a casa e si è messa a letto tra mille sofferenze.
E' stata la madre, la donna più importante della sua vita, così come della vita di tutti noi, che l'ha costretta ad andare in ospedale, parlare e farsi curare.
Nel dramma è stata lei e lei soltanto, con il suo amore di madre, a sfondare la porta dell'inferno in cui quella figlia bellissima, madre a sua volta, si è rinchiusa fino a rischiare la vita.
Perché?
Perché Rosaria è arrivata fino a questo punto?
Perché noi donne a un certo punto della nostra vita, a qualsiasi livello, ci rinchiudiamo in una realtà che ci fa soffrire e ne diventiamo schiave?
Avremmo in tasca la chiave che ci da la libertà, eppure fingiamo di averla persa.
Non abbiamo la forza di dire no.
Ci sentiamo talmente deboli di fronte alla vita, che preferiamo vivere nel dolore piuttosto che affrontarla.
Pensiamo di non essere all'altezza. Di non meritarci la libertà. Ogni tipo di libertà.
Rosaria probabilmente non credeva di meritarsi di vivere la sua stessa vita.
Pensava che la sua vita fosse il suo uomo, illudendosi di amarlo e avendo paura di perderlo.
Ma come puoi amare una persona così? Come puoi pensare alla parola amore se ciò che ricevi è questo?
Ci sono realtà che sono come dei tumori maligni che lentamente ti consumano, ti mangiano le viscere e non avanzano nulla. Ti portano via la vita.
La vita è il sole che a volte è accecante, altre volte ti toglie il respiro. Altre ancora non lo sopporti.
Puoi cercare rifugio, per respirare un attimo. Ma non si può scappare dal sole.
Il sole ti trova sempre e ti illumina, ti scalda.
Ti fa sentire vivo. Ti protegge.
Bisogna solo smettere di avere paura.

Nessun commento:

Posta un commento