domenica 12 maggio 2013

L'ultimo Abbraccio - The Final Embrace


Dopo il terribile crollo dell'edificio che ospitava una maglieria, nella periferia di Dhaka, Bangladesh, sono state scattate numerose fotografie di forte impatto emotivo, ma quella del fotografo locale Taslima Akhter è la più straziante, perché l'unica in grado di racchiudere in sé la rabbia e il dolore di un'intera nazione.
Shahidul Alam, fotografo del Bangladesh, scrittore e fondatore del  Pathshala, the South Asian Institute of Photography (Ndr: Istituto di fotografia dell'Asia meridionale), commenta così: 

"L' immagine, per quanto sconvolgente sia, è di una bellezza che non si dimentica. Da questo abbraccio nella morte, emerge una tenerezza che va oltre le macerie per toccarci nel profondo. Diventa nostra e si rifiuta di andarsene. Tornerà nei nostri sogni per tormentarli e in silenzio ci dirà: "Mai più"."

Akter scrive di questa fotografia nel LightBox di Time International di questa settimana, accanto a un saggio di David von Drehle:

"Mi hanno fatto molte domande a proposito della coppia trovata abbracciata dopo il crollo. Ho provato e riprovato, ma ancora non sono riuscito a trovare alcun indizio che li riguardi. Non so chi fossero e quale rapporto avessero. Quel giorno lo passai interamente sul luogo del crollo, guardando come i feriti, tutti lavoratori tessili, venivano messi in salvo dalle macerie. Ricordo il terrore negli occhi dei parenti. Ero esausto, mentalmente e fisicamente. Poi, intorno alle 14, ho trovato questa coppia abbracciata. Tra le macerie. La parte inferiore dei loro corpi sepolta nel cemento. Come lacrime, il sangue scorreva dagli occhi dell'uomo. Vedendoli, non potei credere ai miei occhi. Era come se li conoscessi, come se ci fosse un legame tra noi. Li stavo guardando negli ultimi istanti della loro vita mentre, abbracciati, cercavano di salvarsi. Di salvare la vita che amavano. 
Ogni volta che riguardo questa fotografia mi sento profondamente triste. Essa mi ossessiona. E' come se quelle persone mi stessero dicendo:

"Non siamo un numero. Non siamo solo manodopera a basso costo, vite a basso costo. Siamo esseri umani, come te. La nostra vita è preziosa quanto la tua. Anche i nostri sogni lo sono"

In questa storia terribile, queste persone sono testimonianza della strage di operai. Il numero delle vittime oggi supera 750 (Ndr dati relativi al 08/05/13). Ci troviamo in una situazione in cui gli esseri umani sono trattati come numeri.
Questa fotografia è un chiodo fisso. Se i responsabili di ciò che è accaduto non verranno puniti con il massimo della pena, questo tipo di tragedie continueranno ad accadere. 
Non ci si riprende da un orrore simile. Il dolore e la pressione provati nelle ultime due settimane passate in mezzo ai cadaveri, sono stati tremendi. Come testimone di questa tragedia, sento l'urgenza di condividere questo dolore con tutti. Ecco perché voglio che questa fotografia venga mostrata".

articolo tradotto da Time del 08/05/2013

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